Habitat: è una considerazione, un manifesto, uno stimolo


“L’uomo fin dalla nascita ha l’esigenza di essere accolto. Dalla madre, dalla famiglia, dalla scuola, dalla società di cui fa e deve fare parte.
Sentirsi reietto è una sensazione orribile. Allora perché continuiamo a pensare spazi urbani ed abitativi che fanno sentire l’uomo un reietto?”
Giuseppe Noventa – EvaLab

Cremonesi Consulenze per l’edilizia sostenibile

La collaborazione per questo progetto è iniziata fin dall’idea di proporre in un’area dismessa ma molto importante per la storia industriale di Verona un complesso che si integrasse completamente con la natura, l’area circostante e che contenesse una forte innovazione proponendo un diverso stile di vita e una connessione tra il mondo del lavoro, residenziale e ricreativo. Cremonesi Consulenze insieme al Team di architetti ha studiato fin dall’inizio il concept sostenibile da presentare. Si è spinta in innovative soluzioni che potessero portare una gestione dei costi energetici a zero e un’efficienza energetica di classe AA+, le considerazioni sono state fatte non solo sulle abitazioni e gli edifici commerciali e ricreativi ma anche sulle aree comuni, la mobilità e le connessioni con il centro cittadino. Un lavoro a 360° su un’area da un elevato potenziale che ha permesso a Cremonesi Consulenze di introdurre nella sua consulenza il concetto di One Planet Living pensato secondo i pilastri del People Planet Profit.

Il progetto

Habitat è una considerazione, un manifesto, uno stimolo che, sebbene racchiuda in sé i concetti fondamentali da cui EVA LAB trae ispirazione (come l’idea di creare spazi per l’uomo affinché possa riceverne un benessere non solo materiale ma anche intellettivo e psicologico in una sorta di “ecologia” e “sanità” per l’uomo stesso), rappresenta solo in minima parte ciò che EVA LAB è in grado di fare e che utilizzando mezzi idonei troverà la giusta e meritata espressione.

L’obiettivo che si pone Habitat non risiede esclusivamente nella sua mera realizzazione, è più che altro da intendersi come approccio culturale e mentale, poiché capovolge ogni “abitus” preesistente. Va debitamente evidenziato, e di ciò ne andiamo fieri, come Habitat restituisca il significato originario ad elementi che, negli ultimi anni sono stati oggetto di commistioni come ad esempio la piazza, il giardino e il parco che qui, pur convivendo in un continuum armonico, sono, nel loro significato etimologico ed architettonico, e rimangono, spazi distinti e precisi da non confondersi l’un l’altro.
Per dirla in breve la piazza è la Piazza, il giardino è il Giardino, il parco è il Parco.Un’altra considerazione da farsi è che un qualsiasi progetto, per nostro conto, non può e non deve prescindere da una attenta ed approfondita analisi della realtà nella quale va ad inserirsi poiché non si tratta di creare un nuovo sul nulla (il nostro mondo non è una tabula rasa) ma di creare il nuovo su preesistenze significative, siano esse di tipo naturale/paesaggistico piuttosto che di tipo urbano/sociale.Un ultima considerazione da farsi ma non per importanza è il contributo cui ognuno di noi è chiamato a dare, per la conservazione del pianeta, a garanzia e tutela del genere umano, attraverso il corretto uso delle risorse siano esse energetiche come materiali. In Habitat si ritrova tutto ciò: dalle scelte dei materiali alla proposta delle più innovative soluzioni in ambito energetico.

EVA LAB oggi è pronta e matura a confrontarsi con tutto ciò, a testimonianza
del fatto che quanto esposto è assolutamente e concretamente realizzabile, e per dimostrare che il “bello”, il “nuovo”, il “comodo”, l’”utile”, il “funzionale” possono
essere visti dall’uomo non come aspirazioni cui tendere ma quali diritti imprescindibili del vivere bene e meglio per ciascuno.

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